ERANO CIRCA LE QUATTRO 

DEL POMERIGGIO

 

di Pasquale Cocozza OP

 

 

 

Nessuno lo aveva ancora notato confuso tra la folla, mentre il Battista annunziava la parola di Dio. Ma appena Giovanni ha terminato, il suo sguardo si è fermato su di lui che passava, e fissandolo ha subito esclamato: « Ecco l'agnello di Dio! ».

Le parole del Battista hanno prodotto un forte turbamento nell'animo di Andrea e nel mio. Abbiamo guardato con attenzione colui al quale erano dirette tali parole. Così, al momento, quell'uomo m'ente mostrava del potente profeta che ci stava dinanzi. Il Battista, vigoroso nella voce e negli atteggiamenti, l'altro, silenzioso e dimesso. Il Battista, sconvolgente nell'indicare al di là di ogni compromesso la via di Dio; l'altro, d'aspetto mite, pareva più incline alla riconciliazione che all'annuncio del giudizio finale da parte di Jahvè. Avrebbe potuto costui, secondo le indicazioni del Battista, brandire la spada dell'ira del Signore per fare giustizia dei peccati degli uomini?

Ci siamo guardati negli occhi, Andrea ed io, increduli per ciò che avevamo sentito. Non sarà stato, per caso, un abbaglio del Battista? Ma come potevamo dubitare delle parole del profeta del deserto? Sì, l'altro non lo conoscevamo; ma il Battista, sì. Uomo tutto d'un pezzo. Aveva vissuto fin dalla prima giovinezza nella solitudine del deserto. Poi aveva dato inizio alla sua predicazione di penitenza sulle rive del fiume Giordano. Presto la notizia della sua presenza in quel luoghi era giunta fino a Gerusalemme, per cui molte persone si spostavano dal capoluogo al Giordano per ascoltare la voce del figlio di Zaccaria. Grandi folle hanno invaso la regione: uomini, donne, soldati, persone ricche, gente povera. Ogni categoria vi era rappresentata e tutti con gesti di penitenza cercavano di scuotersi di dosso il peso dei vari peccati nelle acque del fiume.

In poco tempo la fama del predicatore si è diffusa anche oltre i confini della Palestina. Poteva tutto questo viavai di gente rimanere inosservato ai capi religiosi di Gerusalemme?

E infatti essi hanno subito inviato dal capoluogo sacerdoti e leviti per interrogarlo. E ciò è stato per noi l'occasione per ammirare la stazza morale e l'alta dignità che caratterizzavano la figura di Giovanni.

« Chi sei tu? »: gli chiedono. Egli, leggendo le loro intenzioni, n'sponde senza indugi: « lo non sono il Cristo! ». E quelli: « Che cosa, allora? Sei Elia? ». Ed egli di nuovo risponde: « Non lo sono». « Sei il Profeta? ». « No ». Alquanto irritati gli dicono infine: « Chi sei? Noi dobbiamo dare una risposta a quelli che ci hanno mandato da te. Cosa dici di te stesso? ».

Il Battista risponde: « lo sono voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, come disse il profeta Isaia ». « Allora, perché battezzi se tu non sei il Cristo né Elia né il Profeta? ».

E Giovanni: « lo battezzo con acqua, ma in mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, uno che viene dopo di me, al quale io non sono degno di sciogliere il legaccio del sandalo ».

Udito ciò quelli hanno abbandonato il luogo e sono ripartiti per Gerusalemme.

Andrea ed io siamo rimasti stupefatti per quella risposta Il Battista, nella schiettezza del suo temperamento, non si riconosceva come il Messia inviato da Jahvè né come il Profeta degli ultimi tempi. Noi invece pensavamo che lo fosse! Per questo abbiamo abbandonato le reti sulle rive del lago di Tiberiade, nella nostra Galilea e siamo venuti qui, nel territorio di Giudea, per ascoltare la sua voce, eco inconfondibile di quella dell'Onnipotente e farci suoi seguaci e discepoli. Ma questo predicatore solitario si è definito "voce" di un araldo nel deserto. Soltanto una "voce" che deve spingere gli uomini a fare spazio, a spianare la terra, a riempire gli avvallamenti e preparare in tal modo la via al Signore, secondo le indicazioni di Isaia. Tutto qui! E il Signore? Deve ancora venire e, forse, sta per venire. Giovanni, come voce solitaria, ne prepara solamente la strada. Non è lui lo sposo‑, egli è soltanto l'amico che ne annunzia l'arrivo.

Per questo il nostro sguardo si fissa ancor più su quello sconosciuto, del quale il Battista ha detto: « Ecco l'agnello di Dio! ». Cerchiamo di capire qualcosa di più, ma ancora niente. Quello sconosciuto, ai nostri occhi, appare ancora più insignificante. Ha l'apparenza dell'uomo della strada; e ciò sconcerta di più. Ci scambiamo, Andrea ed io, uno sguardo rapido e all'istante decidiamo di seguirlo, orinai la curiosità aveva preso il sopravvento dentro di noi. Ci accorgiamo che attraverso la folla sparsa per la collina egli si sta allontanando e furtivamente ci mettiamo alle sue calcagne. Lo seguiamo per un breve tratto. Ma lui, d'istinto, avverte la nostra presenza e si volta verso di noi. Poi in modo brusco ci chiede: « Cosa cercate? ». Abbiamo avuto qualche attimo di esitazione. Quella domanda a bruciapelo ci ha messo fuori combattimento. E rispondiamo con la prima banalità che ci viene in mente . « Rabbi, dove abiti? ». Lui però non l'ha raccolta come tale. Ci ha presi sul serio e con molta accondiscendenza ci ha detto: «Venite e vedrete ». Figuratevi se noi non siamo andati! Il cuore, però, ci batteva forte dentro. E abbiamo visto dove stava. Quel giorno siamo rimasti con lui.

Signore, tu hai stregato il nostro cuore. No, il Battista non si era sbagliato su di te. Egli ti scrutava con lo sguardo di Dio. Tu sei veramente quello che egli ha detto. Tu sei lo Sposo di Israele e il predicatore del deserto l'amico fedele dello Sposo. Per un giorno solo abbiamo dimorato presso di te. E il tempo è scomparso. Il tuo sguardo, le tue parole, i tuoi gesti hanno completamente scombussolato le nostre esistenze. Se solo dovessi narrare o anche appena accennare a un più piccolo particolare di quello che ci hai fatto vivere in quell'ora, non n'uscirei a dire altro che "occhio non vide, orecchio mai udì" ciò che noi abbiamo provato.

Ora, a distanza di tempo, solo una cosa riesco a dire con tanta dolcezza: « Erano circa le quattro del pomeriggio... ».

 

 

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