
“Ecco
il grande sacerdote, che mentre visse,
rifondò la casa e ai suoi tempi fu restauratore
del tempio”.
E’
questi, o fratelli, il beato Domenico; (...). “Ecco - dice - il gran
sacerdote”. Fratelli, notate le parole e osservate i misteri. I sacerdoti son
molti e i sacerdoti son pochi. Ed anche i sacerdoti buoni non sono tutti grandi.
Poiché il sacerdote deve illuminare, spettando a lui il predicare. E come è
dunque sacerdote chi non sa illuminare? come, chi non è illuminato? come, chi
è cattivo? Il beato Domenico era santo e per dottrina illuminato.(...).
“E
nei suoi giorni fu restauratore del tempio. Egli parimenti fondò l’altezza
del tempio”. Questa altezza del tempio è lo stato perfetto di alcuni che sono
nel clero, cioè dei religiosi (...). E tra i religiosi, ancora, noi siamo
dell’Ordine dei Predicatori.
Quanto debbano essere perfetti i predicatori, considera-telo da quanto
dice: “Alte mura attorno al Tempio”. Ciascuno, in ogni arte,
considera il nome di essa, e si vergogna se egli non agisca in conformità di
quel nome; come, ad esempio, il soldato se è timoroso, se fugge. Considerate
dunque voi stessi e il nome vostro.
“Si acquistò gloria vivendo in mezzo alla gente”.
Poiché il beato Domenico, si dice, che la sua conversazione fu sempre ilare e
graziosa; e che perciò egli era amato con affetto ammirabile da tutti.
Poiché volle avere i conventi nelle città, e volle conversare cogli
uomini per poter giovare a tutti; ed occupava la giornata a vantaggio del
prossimo e dava la notte a Dio: predicava la carità che dilata il cuore e rende
tutto più facile. “Molto largo è il tuo comandamento”, dice il
salmo, ed ancora, “Io ho corso la via dei tuoi comandamenti, perché hai
dilatato il mio cuore” (Sal 118,33), ond’è che interrogato da un tale
ove egli trovasse tante belle esposizioni, rispose “nel libro della Carità”.
E voi, o fratelli, che volete apprendere le Scritture, che volete predicare:
abbiate la carità ed essa vi ammaestrerà. Abbi la carità e intenderai la
carità.
E perché egli era tutto dedito alla carità del prossimo per condurlo sulla retta strada coll’orazione, colla predicazione o coll’esempio, e a tale scopo offrì se stesso olocausto a Dio in odore di soavità, perciò segue: “Come incenso che brucia nel fuoco”, cioé nel fuoco dello Spirito Santo, in quello della carità del prossimo e in quello delle tribolazioni; tutte queste cose salivano al cospetto di Dio come soavissimo odore. E finalmente egli divenne tutto carità e sapienza, tutto adorno di virtù.
fr.
Girolamo Savo