
IL RITRATTO FISICO
... Aveva questo aspetto: era di statura media,
di corporatura delicata, la faccia bella e un poco rossa,
i
capelli e la barba leggermente rossi, belli gli occhi.
Dalla sua fronte, e fra le ciglia,
irraggiava un certo splendore,
che attirava tutti a
venerarlo e ad amarlo.
Sempre ilare e giocondo,
se non mosso a compassione
per
qualche afflizione del prossimo.
Aveva
le mani lunghe e belle.
Aveva
una grande voce bella e risonante.
Non fu affatto calvo, ma aveva la corona
della rasura del tutto integra,
cosparsa
di pochi capelli bianchi.
(B. Cecilia, I miracoli del B. Domenico, cap. 15)
IL RITRATTO SPIRITUALE
Vi
era in lui qualcosa di più splendente e meraviglioso ...la perfezione morale
dei suoi costumi, lo slancio di fervore divino...
Aveva
una volontà. ferma e sempre lineare, eccetto quando si lasciava prendere dalla
compassione e dalla misericordia...
L'equilibrio
sereno del suo interno si manifestava al di fuori nella bontà e gaiezza del
volto... lo splendore del suo viso non veniva offuscato dalle cose terrene .
...
Egli s'attirava facilmente l'amore di tutti; senza difficoltà, appena lo
conoscevano, tutti cominciavano a volergli bene.
Dovunque
si trovasse... con tutti usava parole di edificazione... Ovunque si
manifestava come un uomo evangelico, nelle parole come nelle opere.
Durante
il giorno, nessuno più di lui si mostrava socievole..., nessuno era più
gioviale. Viceversa, di notte, nessuno era più di lui assiduo nel vegliare in
preghiera... il giorno lo dedicava al prossimo, la notte a Dio...
Accoglieva
tutti gli uomini nell'ampio seno della sua carità; e, perché tutti amava, da
tutti era riamato...
Questo
inoltre lo rendeva a tutti carissimo: la semplicità del suo agire. Mai alcun
segno di doppiezza o di finzione fu riscontrato nelle sue parole o nelle sue
azioni.
Vero
amante della povertà, usava vestiti di poco valore.
Nel
mangiare e nel bere la sua temperanza era rigorosa...
Aveva
un dominio assoluto sulla sua carne...
Chi
sarà mai capace di imitare la virtù di quest'uomo?
Possiamo
ammirarlo e misurare dal suo esempio la pigrizia del nostro tempo...
(B.
Giordano di Sassonia, Libellus, nn. 103-109).