I giovani delle nostre associazioni sono la speranza e il futuro di tutta la Famiglia Domenicana. Pertanto restano prezioso tesoro da custodire e coltivare.
Atti
capitolo provinciale di Soriano, 71.
STATUTO DEL
Movimento
giovanile
domenicano
l.
COSTITUZIONE
Il Movimento Giovanile Domenicano (MGD) si costituisce
ufficialmente con il presente statuto, nella provincia "San Tommaso
d'Aquino in Italia" dei Frati Predicatori. E' formato da giovani laici, di
ambo i sessi, sotto la cura dei Frati Predicatori che accettano la costituzione
fondamentale del laicato domenicano ed è inserito come parte integrante nella
Famiglia Domenicana (FD) (cf. R nn. 284-285; Avila 85, 87-89).
Ogni gruppo del MGD si impegna ad osservare in toto il
presente statuto.
2.
DEFINIZIONE
L'MGD è la fascia giovanile della FD; si ispira all'ideale
e al progetto di S. Domenico, assumendone -secondo lo stato di vita e la capacità
dei suoi membri- anche la missione di servizio alla Verità.
3.
FINALITÀ E MEZZI
§ I. L' MGD si impegna a
meglio comprendere e vivere la propria vocazione cristiana, assumendo un
particolare impegno di testimonianza, che consiste:
-
nell'approfondimento e nell'esperienza della Parola di Dio
(= Verità, mediante la preghiera e lo studio);
-
nel comunicare e donare agli altri il messaggio di salvezza, conosciuto e
sperimentato come fonte di liberazione ("La Verità vi farà liberi",
Gv. 8, 32).
§ II. L' impegno urgente e
conseguente consiste nella promozione e realizzazione della
"giustizia", intesa come presupposto fondante la pace, nelle
circostanze concrete della vita (lavoro, scuola, cultura, famiglia, politica,
tempo libero, ecc.); e ciò in vista della realizzazione del Regno.
§ III. Sull'esempio di
Domenico, che "parlava o con Dio o di Dio", il giovane domenicano è
un giovane che prega, un giovane che studia, un ,giovane che annunzia la Parola
di Dio.
Pertanto:
a)
è assiduo nella lettura e meditazione della Parola di Dio;
b)
cura la preghiera, intesa come dialogo con Dio, nella sua dimensione
individuale, comunitaria e liturgica; ove possibile con gli altri componenti la
FD;
c)
attinge la forza vivificante dalla frequenza ai sacramenti;
d) s'impegna in una adeguata formazione di base (culturale, scritturistica, teologica e filosofica) e nello studio della storia e della spiritualità dell'Ordine, prestando particolare attenzione alla "`domanda" dell'ambiente.
§
IV.
Consapevoli che la vera e specifica missione dell'Ordine domenicano è la
"predicazione", i giovani domenicani devono impegnarsi secondo la
propria maturità e le esigenze dell'ambiente in cui vivono ed operano, a
porgere agli altri tutto quanto hanno meditato nella preghiera e acquisito
mediante lo studio.
Pertanto l'MGD:
a)
si sente pienamente inserito nella realtà della Chiesa locale
(parrocchia ‑ diocesi);
b)
partecipa alle attività che l'Ordine tiene nei luoghi in cui opera per
attuare una presenza attiva ed efficace sul territorio;
c)
vive, comunque, la propria vita sempre in stato di missione, ricercando
ed attuando tutte quelle forme consone e possibili.
4.
RAPPORTI TRA MGD E FD
§ I. L'MGD, condividendo
lo spirito e il progetto di S. Domenico con gli altri componenti la FD, si sente
a questi vitalmente unito e partecipa alle iniziative comuni di vita formativa e
apostolica della FD.
§
II. L'MGD
è rappresentato, tramite alcuni delegati, nel segretariato provinciale e di
sezione della FD.
§
III. L'MGD,
nell'ambito della FD, privilegia i rapporti di collaborazione con la Fraternita
Laica Domenicana (FLD), a motivo della comune vocazione laicale.
§
IV.
Qualora un gruppo del MGD utilizzi locali della comunità dei frati, il
promotore prenda accordi con il superiore.
5.
AGGREGAZIONE DEI GIOVANI E FONDAZIONE DEI GRUPPI DEL MGD
§ I. Un gruppo giovanile,
per ottenere un primo riconoscimento ufficiale come MGD deve aver sperimentato,
almeno per un anno, l'ideale di S. Domenico, sotto la guida di un membro
effettivo della FD e darsi un proprio regolamento redatto e approvato secondo le
norme dello presente statuto.
§ II. Nei regolamenti
locali si determina la struttura che i gruppi in tendono darsi, i compiti del
responsabile e degli altri eventuali collaboratori.
§ III. Fanno parte dei
gruppi del MGD giovani compresi tra i 15 e i 30 anni; gli inferiori a 15 anni
vengono accettati in qualità di aspiranti.
6.
GLI ANIMATORI DEI GRUPPI
Gli animatori dei gruppi:
a) sono i responsabili
dell'aggregazione e dell'organizzazione della vita dei gruppi;
b) organizzano incontri di
preghiera, esercizi spirituali, ritiri, ecc.;
c) costruiscono l'unità
del gruppo sul fondamento dell'ideale cristiano e domenicano;
d) frequentano i corsi
speciali di formazione organizzati per loro;
e) sono nominati dal priore
provinciale tra frati, suore e laici qualificati, sentiti il promotore
provinciale e i rispettivi gruppi.
7.
ORGANI PROVINCIALI DEL MGD
§ I. Il consiglio
provinciale è l'organo rappresentativo del MGD e di tutta la provincia. Al
consiglio provinciale ‑oltre all'assistente provinciale e agli animatori
locali partecipano due membri delegati di ogni gruppo riconosciuto, i quali
hanno diritto di esprimere il loro parere circa le questioni in esso trattate,
Viene convocato una volta all'anno.
§ II. Spetta al consiglio
provinciale:
a)
prendere in esame e proporre soluzioni per i problemi più gravi che riguardano
il MGD;
b)
proporre idee, presentare, esaminare ed approvare progetti da tradurre in
pratica;
c) scegliere il programma
di studio per l'anno sociale seguente.
§ III. Il convegno
provinciale e di sezione:
a)
a livello provinciale si effettui almeno ogni due anni ed è aperto a tutti i
giovani dei gruppi esistenti in provincia;
b)
a livello di sezione è aperto a tutti i giovani dei gruppi di una sezione della
provincia ed è organizzato almeno una volta all'anno;
e) è organizzato per:
- una fraterna accoglienza e conoscenza;
- un fruttuoso scambio di esperienze;
- dei momenti di preghiera;
-
lo studio e l'approfondimento di problemi particolari.
8.
IL PROMOTORE PROVINCIALE
Il promotore provinciale è un frate della provincia
"San Tommaso d'Aquino in Italia" e viene nominato dal provinciale. Suo
compito è:
- coordinare la formazione cristiana e domenicana dei vari
gruppi;
- organizzare, nei limiti del possibile, incontri di
preghiera, corsi di esercizi spirituali, ritiri zonali e provinciali;
- essere particolarmente vicino a quei gruppi che non hanno
un presbitero come animatore locale;
- incrementare la coscienza di essere una "comunità
domenicana", nonostante le distanze;
- organizzare i corsi speciali di formazione per gli
animatori e i responsabili, di cui all'art. 6;
- dirimere eventuali problemi insorgenti nei gruppi.