Sotto il cielo d’Irlanda 

“Il cielo d’Irlanda ha i tuoi occhi se guardi lassù. Ti annega di verde e ti copre di blu. Ti copre di verde e ti annega di blu”

Era il 1991 quando Fiorella Mannoia per la prima volta cantava questa canzone ispirata agli stupendi cieli dell’Irlanda. La descrizione poetica della cantautrice ben delinea quei cieli sotto i quali ho avuto occasione di vivere durante tutto lo scorso agosto. 

Il motivo di questa trasferta estiva è presto detto: all’interno del mio percorso di studentato come frate domenicano mi è stata data l’occasione di studiare la lingua inglese in quelle terre in cui essa è parlata quotidianamente. È stato così che il 29 luglio sono partito alla volta dell’Irlanda. 

Sotto il cielo d’Irlanda 

Scorrendo tra le foto che ho scattato delle immense distese di verde e del blu del cielo, alle volte segnato dal grigio delle nuvole, tre sono le parole che mi sono venute in mente per riassumere questo tempo: casa, relazioni e Grazia.

Sono partito, anche solo per un mese, verso una terra, una cultura e una società che non conoscevo, ma soprattutto senza sapere la lingua. Ogni volta che ci ripenso, però, mi accorgo di aver vissuto questo periodo con una serenità tale da permettermi di vivere un tempo magnifico.

Ciò che ha reso indimenticabile questo viaggio è stata anzitutto la sensazione di sentirmi a casa. Seppur Waterford, la città in cui ho vissuto, è distante da Bari, in cui sono assegnato, ben 2950 km ho sempre avvertito attorno a me un clima familiare. Vivendo insieme ai frati domenicani della comunità di St. Saviour, ho sperimentato concretamente l’universalità dell’Ordine dei Frati Predicatori, ossia la consapevolezza che la mia casa non è unicamente la comunità in cui sono assegnato, bensì qualunque comunità domenicana nel mondo in cui possa trovarmi. Un grande grazie non posso non rivolgerlo a fr. Krzysztof, fr. Declan e fr. Dolan che, fin dal primo istante, mi hanno accolto come un fratello minore: la loro cura, presenza e testimonianza hanno confermato e reso più solido il mio senso di appartenenza all’Ordine.

Se la relazione con i frati della comunità di Waterford mi ha permesso di sentirmi frate dell’Ordine nella sua universalità, le persone incontrate e le relazioni che sono nate in questo mese mi hanno permesso di sentirmi cittadino del mondo. Ho avuto modo di confrontarmi con giovani portoghesi, spagnoli, francesi e tedeschi che come me erano lì per studiare l’inglese. Abbiamo condiviso le nostre vite, le nostre passioni, aspirazioni e progetti per il futuro e, raccontando la mia esperienza, ho sperimentato l’accoglienza e la curiosità di coloro che nella loro vita sono lontani da un cammino di fede.

L’ultima parola, Grazia, credo sia quella che possa sintetizzare le altre due. Il coraggio e l’entusiasmo che mi hanno animato nel lanciarmi in questa esperienza, le comunità e i frati della provincia di Irlanda che ho avuto modo di incontrare e le relazioni che sono nate durante questo mese sono tutto dono di Dio. È stato affidandomi a Lui che sotto la bellezza del cielo di Irlanda ho avuto nuovamente la possibilità di comprendere come, attraverso l’Ordine e le esperienze che in esso mi è permesso di vivere, il Signore continua ad arricchire la mia vita con l’infinita varietà dei suoi doni.

fr. Erasmo Calcullo

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